La Lettera Scarlatta
pensato da Jonlooker il domenica, 21 dicembre 2008 ,22:07
Cari amici, so che gli spot della Tim sono difficili da interpretare, per la profondità al decimo livello dei suoi contenuti; per questo motivo, riporto ora una breve ma pregnante analisi dell’ultimo soggetto a disposizione.
Babbo Natale rasenta l’isteria: scrive una lettera carica di buoni auguri, poi la straccia senza motivo e va a dormire. Ciò simboleggia il fatto che il mondo è così saturo di disgrazie che quello che una volta bastava a scaldare il cuore nei tempi bui, vale a dire lo spirito natalizio, è ormai una voce inascoltata nel fragore del caos.
Ma ecco che arriva una fanciulla appena uscita dal freezer, che entra di soppiatto con leggerezza e ricompone la missiva stracciata. L’intrusione simboleggia la sordità degli anziani; la ricomposizione della lettera èun plagio vergognoso un omaggio colto a Mary Poppins; la sposa cadavere simboleggia il fatto che, senza stacco di coscia, l’italiano medio sta disattento.
La donna delle nevi è sponsorizzata Tim, ragion per cui converte gli auguri sinceri in sms pressoché uguali da spedire a cento persone alla volta, spedendo la carta auguri a tutti i bambini. Ciò simboleggia il fatto che, diciamocelo, ma chissenefrega di questo Natale, diamo a tutti il mezzo più rapido per disfarsi dell’onere augurale; che, una volta passata la mezzanotte del 31, dopo cotechino e lenticchie, la s’è scampata per un altro anno.
Infine, la stessa solerte signorina porta tutti i bambini che trova davanti casa di Babbo Natale, che li guarda commosso mentre agitano confezioni di cellulari prese direttamente dal furgone (a che serve la carta per impacchettarli, suvvia!) e gli augurano un buon Natale. L’adunata d’infanti rappresenta il fatto che non ti puoi fidare delle baby sitter, perché non si sa mai sotto che spoglie arrivi il prossimo pifferaio magico.
Babbo Natale piange e scuote la testa poiché è addolorato dal pensiero di dover mettere in cassa integrazione gli elfi e di dover vendere le renne al circo, perché ai bambini non importa più dei giocattoli, ma solo di sms gratis e cellulari.
Tutto sommato, stavolta è quasi un bene che si tratti dell’ennesimo, vuoto spot senza un reale significato, messo lì a commuovere il giusto target di ignoranti. Anche perché, prima che quella venisse a distribuire buste, i bambini stavano giocando come se i cellulari e i messaggi fossero l’ultimo dei loro pensieri.
Il fatto è che spetta agli adulti far in modo che continui così ed io degli adulti non mi fido per niente.
(Se non per Babbo Natale, almeno per le renne!)
E questa era la mia carta auguri.. Come vedete, non ci spedite neanche un messaggio.
Natale ha il pregio di impormi vacanze, cosa che mi alletta a tal punto da indurmi a partire per più mete, finché il tempo a disposizione me lo consentirà.
Siate felici qualsiasi cosa facciate, ci leggiamo a gennaio!
Babbo Natale rasenta l’isteria: scrive una lettera carica di buoni auguri, poi la straccia senza motivo e va a dormire. Ciò simboleggia il fatto che il mondo è così saturo di disgrazie che quello che una volta bastava a scaldare il cuore nei tempi bui, vale a dire lo spirito natalizio, è ormai una voce inascoltata nel fragore del caos.
Ma ecco che arriva una fanciulla appena uscita dal freezer, che entra di soppiatto con leggerezza e ricompone la missiva stracciata. L’intrusione simboleggia la sordità degli anziani; la ricomposizione della lettera è
La donna delle nevi è sponsorizzata Tim, ragion per cui converte gli auguri sinceri in sms pressoché uguali da spedire a cento persone alla volta, spedendo la carta auguri a tutti i bambini. Ciò simboleggia il fatto che, diciamocelo, ma chissenefrega di questo Natale, diamo a tutti il mezzo più rapido per disfarsi dell’onere augurale; che, una volta passata la mezzanotte del 31, dopo cotechino e lenticchie, la s’è scampata per un altro anno.
Infine, la stessa solerte signorina porta tutti i bambini che trova davanti casa di Babbo Natale, che li guarda commosso mentre agitano confezioni di cellulari prese direttamente dal furgone (a che serve la carta per impacchettarli, suvvia!) e gli augurano un buon Natale. L’adunata d’infanti rappresenta il fatto che non ti puoi fidare delle baby sitter, perché non si sa mai sotto che spoglie arrivi il prossimo pifferaio magico.
Babbo Natale piange e scuote la testa poiché è addolorato dal pensiero di dover mettere in cassa integrazione gli elfi e di dover vendere le renne al circo, perché ai bambini non importa più dei giocattoli, ma solo di sms gratis e cellulari.
Tutto sommato, stavolta è quasi un bene che si tratti dell’ennesimo, vuoto spot senza un reale significato, messo lì a commuovere il giusto target di ignoranti. Anche perché, prima che quella venisse a distribuire buste, i bambini stavano giocando come se i cellulari e i messaggi fossero l’ultimo dei loro pensieri.
Il fatto è che spetta agli adulti far in modo che continui così ed io degli adulti non mi fido per niente.
(Se non per Babbo Natale, almeno per le renne!)
E questa era la mia carta auguri.. Come vedete, non ci spedite neanche un messaggio.
Natale ha il pregio di impormi vacanze, cosa che mi alletta a tal punto da indurmi a partire per più mete, finché il tempo a disposizione me lo consentirà.
Siate felici qualsiasi cosa facciate, ci leggiamo a gennaio!





