The Sleeping Beauty
pensato da Jonlooker il giovedì, 18 dicembre 2008 ,20:19
Qualche giorno fa, nell’inorridire collettivamente alla diffusione scriteriata di My Life, mi è stato suggerito (a ragione, peraltro) di tediarmi con la visione dello spot di Animal Crossing. La mia valutazione tecnica è: oh, mio Dio, perché ci si ostina a prescrivere Prozac alle adolescenti?
Lo spot ha una presa sul pubblico da zero a meno infinito. Tant’è che, per spirito di misericordia, ho pure cercato la versione italiana, in cui attribuiscono alla ragazza una voce fuori campo, che spiega agli spettatori attoniti quali emozioni e stimoli creativi si propongano stando seduti scuotendo un parallelepipedo; la voce consentiva di tenere aperti gli occhi per il tempo necessario e la cosa manca in quasi tutta la versione proposta ma, doppia moka e tanta incoscienza, l’ho visto tutto. E siccome vi voglio bene, vi anticipo che, se non ve la sentirete, vi capirò (a onor del vero, la visione dello spot può dare giovamento come coadiuvante nel cardio-fitness).
Cosa fai quando sei una ragazza giovane e bellissima (e, cosa non trascurabile, bionda)? Fai la rincretinita di mestiere, ovvio. Ti alzi, vegeti con sguardo vacuo avvolta in una coperta e trangugiando brodo come se fossi una sfollata; poi, vai nel bosco di conifere con la camicia del boscaiolo, ma non per contemplare la natura o per abbellire l’erbario. Per giocare con il Nintendo Ds mentre cammini.
Poi torni a casa e ti fiondi a continuare il gioco sulla tv. Che poi, gioco è una parola grossa, grossissima, diciamo pure TRUFFA. Cammini, parli con pupazzi sgradevoli, raccogli mele e peschi. Mi si dica che gioco è. Allora brevetto anch’io Wii Factory e la sera mi diletto al nastro trasportatore a confezionare pandori.
Il gioco è talmente trascinante e dinamico che, mentre sullo schermo il personaggio discorre coi trichechi e fa il bracciante stagionale o sta al fast-food con un’anatra (cioè..non so se è chiaro.. al Mc Donald’s con un’anatra. E tanti saluti alla convezione di New York dell’84), la ragazza spilucca frutta e butta giù liquidi fumanti.
Invece di buttarle via la console e imporsi con un savio: «Get a life!», i genitori danno un pessimo esempio, rintronandosi allo stesso modo, nell’inspiegabile esaltazione indotta dalla pesca di squali in un laghetto a cristalli liquidi.
La figlia, nel frattempo, dà sfoggio della creatività acquisita, disegnando con la maturità del Kindergarten e immedesimandosi troppo seriamente dal coiffeur virtuale.
Se siete riusciti a stare svegli sinora (bravi, gran coraggio) sarete sorpresi dal fatto che la bella fanciulla non abbia solo amici immaginari, come pure del fatto che esistano altre rimbambite che devono mostrarle come il loro avatar stia tanto bene, vestito da bomboniera del battesimo.
Ultimo imperdibile brivido di avventura: scribacchiare il proprio fessoplanetarium e fingere di vederlo anche nel mondo reale. Com’è triste.
Ma davvero una splendida ragazza con tutta la vita davanti si guadagna l’artrosi trapezio-metacarpale per prendere una corriera scassata sullo schermo?
Non dico che le auguro che venga la carrozza col principe a portarla via dal bosco maledetto.
Ma che almeno arrivi un’autoambulanza, da cui scenda un paramedico con un defibrillatore, che le si fiondi addosso e che sciolga l’incantesimo con la parola magica: «LIBERAAA!»
Link e suggerimento gentilmente offerti dall’insostituibile Messer Marco Da Nove, che ringrazio.
Lo spot ha una presa sul pubblico da zero a meno infinito. Tant’è che, per spirito di misericordia, ho pure cercato la versione italiana, in cui attribuiscono alla ragazza una voce fuori campo, che spiega agli spettatori attoniti quali emozioni e stimoli creativi si propongano stando seduti scuotendo un parallelepipedo; la voce consentiva di tenere aperti gli occhi per il tempo necessario e la cosa manca in quasi tutta la versione proposta ma, doppia moka e tanta incoscienza, l’ho visto tutto. E siccome vi voglio bene, vi anticipo che, se non ve la sentirete, vi capirò (a onor del vero, la visione dello spot può dare giovamento come coadiuvante nel cardio-fitness).
Cosa fai quando sei una ragazza giovane e bellissima (e, cosa non trascurabile, bionda)? Fai la rincretinita di mestiere, ovvio. Ti alzi, vegeti con sguardo vacuo avvolta in una coperta e trangugiando brodo come se fossi una sfollata; poi, vai nel bosco di conifere con la camicia del boscaiolo, ma non per contemplare la natura o per abbellire l’erbario. Per giocare con il Nintendo Ds mentre cammini.
Poi torni a casa e ti fiondi a continuare il gioco sulla tv. Che poi, gioco è una parola grossa, grossissima, diciamo pure TRUFFA. Cammini, parli con pupazzi sgradevoli, raccogli mele e peschi. Mi si dica che gioco è. Allora brevetto anch’io Wii Factory e la sera mi diletto al nastro trasportatore a confezionare pandori.
Il gioco è talmente trascinante e dinamico che, mentre sullo schermo il personaggio discorre coi trichechi e fa il bracciante stagionale o sta al fast-food con un’anatra (cioè..non so se è chiaro.. al Mc Donald’s con un’anatra. E tanti saluti alla convezione di New York dell’84), la ragazza spilucca frutta e butta giù liquidi fumanti.
Invece di buttarle via la console e imporsi con un savio: «Get a life!», i genitori danno un pessimo esempio, rintronandosi allo stesso modo, nell’inspiegabile esaltazione indotta dalla pesca di squali in un laghetto a cristalli liquidi.
La figlia, nel frattempo, dà sfoggio della creatività acquisita, disegnando con la maturità del Kindergarten e immedesimandosi troppo seriamente dal coiffeur virtuale.
Se siete riusciti a stare svegli sinora (bravi, gran coraggio) sarete sorpresi dal fatto che la bella fanciulla non abbia solo amici immaginari, come pure del fatto che esistano altre rimbambite che devono mostrarle come il loro avatar stia tanto bene, vestito da bomboniera del battesimo.
Ultimo imperdibile brivido di avventura: scribacchiare il proprio fessoplanetarium e fingere di vederlo anche nel mondo reale. Com’è triste.
Ma davvero una splendida ragazza con tutta la vita davanti si guadagna l’artrosi trapezio-metacarpale per prendere una corriera scassata sullo schermo?
Non dico che le auguro che venga la carrozza col principe a portarla via dal bosco maledetto.
Ma che almeno arrivi un’autoambulanza, da cui scenda un paramedico con un defibrillatore, che le si fiondi addosso e che sciolga l’incantesimo con la parola magica: «LIBERAAA!»
Link e suggerimento gentilmente offerti dall’insostituibile Messer Marco Da Nove, che ringrazio.





