E’ Lo Spirito Che Conta
pensato da Jonlooker il martedì, 18 novembre 2008 ,22:23
Natale arriva sempre prima, ormai si sa. E siccome qui già a settembre vendevano gli addobbi, non vedo perché io debba essere da meno, anzi, sono già in ritardo e mi sento profondamente inadeguato.
Il mio contributo arriva dopo la visione dell’annuale spot di Natale della Coca-Cola, bevanda che, vi do un’informazione di cui non vi farete assolutamente niente, non berrei nemmeno se fosse l’ultimo liquido sulla terra. Il motivo è nobile e complesso, riassumibile però nella seguente espressione: bleah.
Lo spot, quest’anno, mi sembra molto, ma molto povero di quella magia che le schiere di pubblicitari ricreavano ogni anno allo scopo. Trenini, un Babbo Natale che sembrava quello vero e altri simili espedienti strappalucciconi funzionavano benissimo, secondo me. E allora che cavolo è successo? Dov'è la tradizionale «magica armonia»?!
Per prima cosa, dimenticatevi la fabbrica dei doni di Babbo Natale, la Lapponia e gli elfi vestiti Dolce&Gabbana Underwear.
I tempi cambiano, da oggi c’è la Centrale Elettrica con contratto d’opera. Un operatore alla macchina con contratto precario sta lì seduto ad aspettare il Natale e non si accorge che è arrivato il momento di accendere la luminaria perché ha scorto, che so, i bambini con lo slittino o i pupazzi di neve col naso di carota. No, il segno inequivocabile dell’arrivo del Natale è la fila incolonnata di autoarticolati titanici, che da soli creano un traffico da Venezia-Mestre (chi sa di cosa parlo pianga con me). L’addetto agli interruttori si anima alla vista di cotanti pneumatici e lamiere e accende tutte le luci di Natale del mondo, giusto per ricordare che la ditta ha a cuore come sempre il destino dell’ambiente, ecco.
Ed ora, vi prego di guardare chi (cosa, dai) si accorge per primo che è Natale: un topo blu con una mazza lignea in mano, la storpiatura più ributtante e farlocca di Grattachecca e Fichetto che io abbia mai visto. E ditemi perché, a quale scopo si deve disegnare una robaccia del genere a presentare il Natale. Perché non Amy Winehouse, a questo punto (non so, cercavo un personaggio altrettanto antitetico al Natale e che in più intimorisse i bambini).
E che i miei colleghi biondi si rassegnino, non siamo più i meglio, dato che alla fanciulla dai capelli d’oro si palesa il Natale perché qualcuno ha attaccato il distributore di bibite alla presa di corrente. Ah, che fulgido acume.
Nel frattempo, da un’altezza che rende tutto assai inverosimile, dei mentecatti lanciano dal proprio aeroplano pacchi dono pesanti e spigolosi con paracadute ridicoli; doni per il carrozziere, credo, dato che cadranno, con ogni probabilità, sul tetto o sul cofano della mia -già discretamente vergognosa- auto.
Il resto dell’universo vede la parte della Terra dove si trova l’Italia, illuminata dall’annuncio dell’arrivo del Natale, in modo che anche gli extraterrestri vedano bene che uso disinvolto delle risorse energetiche facciamo qui.
In coda, il momento promozione. Ve lo ricordate quando, guardando con trepidazione sotto il tappo, si scopriva se si aveva vinto un peluche gigante a forma di orso polare? Credo che un anno vendessero anche i trenini giocattolo.. Strenne, insomma, meravigliose strenne.
Quest’anno, una bottiglia avvolta nel filo spinato luminoso sputa fuori il nuovo premio natalizio per eccellenza: addobbi della Coca-Cola.
E nel caso ve lo chiedeste, sì. Per questo Santo Natale c’è anche l’autoarticolato.
Così finalmente toglieremo il monopolio delle emissioni ai bambini cattivi e il loro maledetto carbone!
Il mio contributo arriva dopo la visione dell’annuale spot di Natale della Coca-Cola, bevanda che, vi do un’informazione di cui non vi farete assolutamente niente, non berrei nemmeno se fosse l’ultimo liquido sulla terra. Il motivo è nobile e complesso, riassumibile però nella seguente espressione: bleah.
Lo spot, quest’anno, mi sembra molto, ma molto povero di quella magia che le schiere di pubblicitari ricreavano ogni anno allo scopo. Trenini, un Babbo Natale che sembrava quello vero e altri simili espedienti strappalucciconi funzionavano benissimo, secondo me. E allora che cavolo è successo? Dov'è la tradizionale «magica armonia»?!
Per prima cosa, dimenticatevi la fabbrica dei doni di Babbo Natale, la Lapponia e gli elfi vestiti Dolce&Gabbana Underwear.
I tempi cambiano, da oggi c’è la Centrale Elettrica con contratto d’opera. Un operatore alla macchina con contratto precario sta lì seduto ad aspettare il Natale e non si accorge che è arrivato il momento di accendere la luminaria perché ha scorto, che so, i bambini con lo slittino o i pupazzi di neve col naso di carota. No, il segno inequivocabile dell’arrivo del Natale è la fila incolonnata di autoarticolati titanici, che da soli creano un traffico da Venezia-Mestre (chi sa di cosa parlo pianga con me). L’addetto agli interruttori si anima alla vista di cotanti pneumatici e lamiere e accende tutte le luci di Natale del mondo, giusto per ricordare che la ditta ha a cuore come sempre il destino dell’ambiente, ecco.
Ed ora, vi prego di guardare chi (cosa, dai) si accorge per primo che è Natale: un topo blu con una mazza lignea in mano, la storpiatura più ributtante e farlocca di Grattachecca e Fichetto che io abbia mai visto. E ditemi perché, a quale scopo si deve disegnare una robaccia del genere a presentare il Natale. Perché non Amy Winehouse, a questo punto (non so, cercavo un personaggio altrettanto antitetico al Natale e che in più intimorisse i bambini).
E che i miei colleghi biondi si rassegnino, non siamo più i meglio, dato che alla fanciulla dai capelli d’oro si palesa il Natale perché qualcuno ha attaccato il distributore di bibite alla presa di corrente. Ah, che fulgido acume.
Nel frattempo, da un’altezza che rende tutto assai inverosimile, dei mentecatti lanciano dal proprio aeroplano pacchi dono pesanti e spigolosi con paracadute ridicoli; doni per il carrozziere, credo, dato che cadranno, con ogni probabilità, sul tetto o sul cofano della mia -già discretamente vergognosa- auto.
Il resto dell’universo vede la parte della Terra dove si trova l’Italia, illuminata dall’annuncio dell’arrivo del Natale, in modo che anche gli extraterrestri vedano bene che uso disinvolto delle risorse energetiche facciamo qui.
In coda, il momento promozione. Ve lo ricordate quando, guardando con trepidazione sotto il tappo, si scopriva se si aveva vinto un peluche gigante a forma di orso polare? Credo che un anno vendessero anche i trenini giocattolo.. Strenne, insomma, meravigliose strenne.
Quest’anno, una bottiglia avvolta nel filo spinato luminoso sputa fuori il nuovo premio natalizio per eccellenza: addobbi della Coca-Cola.
E nel caso ve lo chiedeste, sì. Per questo Santo Natale c’è anche l’autoarticolato.
Così finalmente toglieremo il monopolio delle emissioni ai bambini cattivi e il loro maledetto carbone!





