Momenti Di Piombo

pensato da Jonlooker il sabato, 25 aprile 2009,12:48
Quando tuo padre arriva con la sua stilografica Cartier nuova, allungandotela a palmi aperti come se da essa scaturisse una luce troppo fulgida per essere contenuta nelle mani e ti dice: «provala, senti come scorre bene il pennino!» - allora tu la prendi, conscio della responsabilità che ti è stata offerta nel poter scrivere il tuo nome ed altre cose comunque troppo banali per essere scritte con una Cartier, la guardi rilucere nel sole e la stappi, pronto a esperire l’onore; al che guardi tuo padre sbiancare fino alla trasparenza e gli chiedi «che c’è?», scoprendo così nel peggiore dei modi che il tappo della sacra penna in questione non si stappa, si svita.

Quando vieni invitato a casa di amici, che hanno un figlio di dodici anni che stravede per te e allora senti il peso di essere visto come lo zio giovane e sgamato, che per prima cosa arriva sempre col regalo giusto, ancor più quando deve farsi perdonare (perché non si fa vedere da mesi, perché s’è eclissato a studiare come un Leopardi qualsiasi e che per giunta non sa nemmeno come si svita il tappo di una penna).
Così scegli il regalo con cura preziosa, confortato da una certa sicurezza: conosci il ragazzino in questione, sei il suo confidente, niente di più semplice che scegliere un regalo.
E bussi alla porta, godendoti quel minuto in cui senti la concitazione dall’altra parte del legno, lo scalpiccìo della mamma che fa sparire i dettagli fuori posto nella seria convinzione che in caso contrario li noteresti, il grido bisbigliato del figlio che esclama «è arrivato!».

Ti fanno accomodare, poggi il regalo sul tavolo aspettando un momento successivo per porgerlo e inizi a fare conversazione, esordendo con un argomento sicuro e certificato:

«Allora, ti è stato regalato il cucciolo di bassotto che desideravi tanto?»
«Ma come, non lo sai?» ti mormora lui con voce rotta e preoccupanti occhi lucidi.
«No, cosa?» ribatti tu, con il terrore di essere capitato per sbaglio in un campo minato il cui cartello d’allarme era nascosto da un arbusto traditore.
«Si chiamava Fritz.. I miei mi hanno fatto una sorpresa e me l’hanno regalato, ma dopo due giorni si sono stufati del casino che faceva e l’hanno riportato all’allevamento» ti risponde con la brevità efficace dei ragazzini, inondando il salotto di doloroso e silente imbarazzo.

E quanto vorresti non averne mai parlato.
E, specialmente, quanto vorresti che il pacchetto sul tavolo non contenesse un libro intitolato: “Come allevare il tuo cucciolo di bassotto”.
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A Non Guardare Oltre Si Diventa Ciechi

pensato da Jonlooker il domenica, 19 aprile 2009,12:59
Vi ricordate lo spot più odiato dal Moige?
Non ne ho mai parlato finora e a torto, perché l’ho sempre trovato magnifico, una giostrina trash inspiegabilmente ben congeniata, uno spot che finge di essere patinato per un risultato finale che, nonostante i contenuti sotto il livello del mare, risulta di gran lunga meno volgare di quello che ci si poteva aspettare.

Ma  il nostro è un Paese che vive la censura in modo assai singolare, per cui gli amplessi dei reality sono discussi (e ammirati, s'intende) amabilmente da tutti, perfino in qualche telegiornale (a volerlo chiamare così), mentre si ritiene pericoloso, per lo sviluppo psicofisico dei minori, uno spot di cui un bambino molto piccolo non capisce i doppi sensi, dato che di patatine con la sorpresa ne ha viste anche lui, a rigore; inoltre, difficilmente quando leggerà: “Rocco Siffredi - Attore” saprà già a che film ci si stia riferendo; uno un po’ più grandicello invece lo sa perfettamente, perché una cultura in merito se l’è fatta già da solo.
Quindi, mi chiedo, qual è il vero problema, che mentre tutto il parentado è riunito per il pranzo di Natale il bambino indichi il televisore gridando: «Guarda nonna, papà ha tutti i film di questo signore nel cassetto delle mutande!»?

Così si usa il metodo classico: si mette tutto a tacere, togliendo la parola al viscido protagonista; mossa bacchettona, questa, ma profondamente ingenua e controproducente, perché in tal modo i contenuti restano tutti e la combinazione tra musica, brevità dello spot e assenza di parlato cattura inevitabilmente l’attenzione.

Stesso trattamento non è stato riservato all’ultimo, schifoso (che vi devo dire, mi sa di lurido e microbico) spot Fonzies, da molti di voi giustamente segnalato, in cui l’assenza di un pornodivo rende passabilissima agli occhi dei Moigenitori una simil-fellatio squalliduccia e a buon mercato, con tanto di smorfietta di piacere, qualcosa che a mio parere non dovrebbe esistere per il semplice fatto che è irreparabilmente brutto.
Tutto ciò sorvolando con misericordia sul fatto che sgranocchiare Fonzies sfregolosi in una biblioteca non è il massimo dell’intelligenza e che le dita di questi tempi manchino completamente di educazione e di senso del decoro.

Rassicurati dal fatto che la pubblicità tratti di ligi studenti universitari anziché di Rocco Siffredi, i ciechi genitori daranno con fiducia i Fonzies ai propri figli, che apprenderanno dalla confezione multipack cose che con lo spot Amica Chips non avrebbero mai lontanamente immaginato:




Insegnamenti Dotti E Pertinenti


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La Teoria Del Caos

pensato da Jonlooker il mercoledì, 15 aprile 2009,17:25
Il mio gatto si siede sul telecomando del televisore premendo il tasto d'accensione - si materializza inaspettatamente Barbara D'Urso con i capelli di John Travolta in Grease, preannunciando l'imminente inizio del suo programma pomeridiano così:

«Ci collegheremo con la casa di Eva Henger, appena diventata mamma di un bambino piccolissimo (mima una lunghezza approssimativa di venti centimetri), che allatterà in diretta per noi!»

Al che ho spento tutto, cercando di visualizzare un prato ed altre sequenze positive per togliermi dalla mente ciò che avevo appena visto e sentito.

Per chi è più pratico del pomeriggio ammiraglio Mediaset, questi exploit alla Discovery Channel sono normali o posso ritenermi d'ufficio un perseguitato dalla iella formato trash?
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Voyager

pensato da Jonlooker il domenica, 12 aprile 2009,21:45
Quando ho detto a mia sorella, spettatrice affezionata, che avevo una mezza intenzione di scrivere qualcosa su Voyager, mi ha detto «No, ti prego, no. (momento di doverosa riflessione) Beh, ammetto che possa essere un po’… stravagante».

Aggettivo interessante.

Voyager è il programma che, parafrasando i suoi intenti, cerca la verità nelle boiate e le boiate nella verità.
Se qualcuno, ignaro dell’esistenza del programma, mi chiedesse cosa sia esattamente, come potrei classificarlo? Fantadocumentario? Non saprei, ma almeno una volta nella vita bisognerebbe guardarlo; poi mai più, sia chiaro.

Il programma che arricchisce di scorie la nostra conoscenza si apre con una scena di un ipotetico futuro, per esemplificare è capitato l’anno 2190 o simili, in cui un uomo giace morto sul tetto di un grattacielo, finché viene raggiunto da due paramedici, i quali giudicano il suo decesso “reversibile”, poi mettono la sua carcassa in un laboratorio segreto, dove gli rigenerano gli organi.
Dopo un po’ di analoghe imbecillaggini becere, la storia si interrompe, perché è giunto il momento di dare voce ad un esperto che di nome fa nientemeno che Michio Kaku, presentato come luminare della fisica ma che chiaramente è un personaggio di Star Trek (serie Voyager, presumo; ma non è una giustificazione). Il suo compito, puntata dopo puntata, è quello di assicurare che tutte le futurate che ci hanno propinato nell’ultimo quarto d’ora saranno assolutamente possibili nei prossimi cinquant’anni o giù di lì.

Tutto ciò, anziché chiamarsi circo, si chiama anteprima; non smarritevi, il circo vero arriva dopo.

Gli argomenti sono pochi e mixati con cieco e fedele amore per il pastrocchio:

Argomenti base
Il santo Graal
Gli alieni

Corollari
Gli antichi Egizi (perché quasi certamente erano alieni)
I Cavalieri Templari (perché di sicuro sapevano dove fosse il Graal)
Machu Picchu (perché forse opera di alieni e ci sono un sacco di anfratti dove nascondere il Graal)

Storie di paura
Il Conte Dracula
I fantasmi che infestano i castelli inglesi
I fantasmi che infestano le metropolitane degli inglesi

In periodo di feste

La Sindone
Un bravo Papa
Un Papa cattivo del Medioevo

Non avete bisogno di altro. Dividete questo elenco in servizi che "la squadra di Voyager", come la chiama orgogliosamente Giacobbo, mette su apposta per confondere le carte della storia per renderla più interessante e utilizzabile per spaventare gli amici ad Halloween.

Credetemi, questo programma è una pugnalata perpetua nel costato di chi, come me, ama la storia.
Eppure ha un piccolo grande merito. Giacobbo lo ama. Si vede nella cura che ci mette, dal modo in cui crede alle cose assurde che racconta, dal tono con cui dice «la squadra di Voyager», come se si trattasse di un team di esperti anziché di persone eufemisticamente assai fantasiose.

Così cerchi di odiarlo e di trovare aggettivi crudeli, ce la metti tutta ma.. Se qualcuno mi chiedesse oggi com’è Voyager, pensando a qualcuno che ama così tanto il suo squinternato mestiere, altro non potrei dire, se non «Beh, è... stravagante!».
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Cassandra Si Trovi Un Badile

pensato da Jonlooker il giovedì, 09 aprile 2009,15:06

A tutti quelli che, per amore della polemica da salotto sdrucito, pontificano sul fatto che il terremoto fosse stato previsto, sarebbe opportuno ricordare che il Nostradamus de noantri prevedeva l’epicentro a Sulmona.
E quale sarebbe stato il centro (latu sensu, col senno di poi) attrezzato più vicino, dove ricoverare gli sfollati?
Chieti.
E L’Aquila.
Ecco.

Dal canto mio, credo che questa sia una perfetta occasione per stare zitti e cominciare a scavare, assistere e ricostruire.
Si ricostruisce anche mandando un sms al 48580.


Il fatto che non sia necessario inserire alcun testo di per sé può sembrare un’ovvietà, eppure dovrebbe far riflettere molto su quanto a poco servano parole in giorni come questi.

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Mamme

pensato da Jonlooker il giovedì, 02 aprile 2009,15:03

Ci sono mamme particolari, di quelle situabili, per un motivo o per l’altro, nell’alveo dell’imbecillità.
Chiunque, nella sua vita, ne ha incontrata almeno una. Io, ad esempio, ricordo quella che, nel bus che dall’aeroporto di Palermo conduce all’aereo, si ostinava a parlare ai suoi bambini in inglese, sicuramente mossa da nobili intenti, ignorando però la non indifferente circostanza che l’inglese non facesse esattamente per lei. La sua frase d’oro quella mattina fu: «Comm hirr, Alessandro, closs tu the passeggino»
Jackpot, signora. I suoi figli parleranno male due lingue.

Credo che gli esempi siano sbagliati. La tv pullula di madri imbecilli.

Una menzione d’onore spetta a un recentissimo spot sui pannolini, in cui una mamma acconsente a che il figlioletto maceri nella propria urina in un laboratorio per un lasso di tempo spropositato, mentre lei ridacchia e socializza con un ricercatore senza scrupoli. A un certo punto, si tira fuori uno strumento da centomila dollari, chiamato evaporimetro (molto diverso da quello vero), che, appoggiato sugli oggetti, ne segnala l’indice di umidità tirando fuori un numero assolutamente privo di significato. Sono d’accordo, utilità zero. Vengo a casa vostra a dire «E’ umido/non è umido» per molto meno. Ai fini dell’esperimento, invece, l’evaporimetro sembra essere fondamentale, perché la madre snaturata e il perfido uomo di laboratorio appongono il sensore sul didietro del neonato e festeggiano il fatto che sia ancora asciutto dopo «cinque ore». Cinque ore?! Tu hai lasciato tuo figlio a marinare nell’ammoniaca per cinque ore e conservi ancora la potestà genitoriale?

La mamma di Alessandro diventa improvvisamente un mostro sacro della pedagogia.

Analogo spessore e acume possiede il circolo delle mamme ossessive del formaggino Mio, che si riuniscono in una sala di ospedale infantile e si siedono per terra in circolo insieme ai propri figli e a tutti i microbi della corsia, in totale adorazione per la dottoressa-nutrizionista-santona che risponde alle loro domande parlando loro lentamente e scandendo le parole come se le ritenesse un po’ dure di comprendonio (e come darle torto). La domanda è sostanzialmente questa: «Do ogni giorno a mia figlia dai sette ai dodici litri di latte, ma ho paura che non riceva abbastanza calcio». No, signora mia, è Lei che nella vita non ha ricevuto abbastanza calci.

 

 

 

 

 

 

Scusate, niente video, sapete perché. Posso vantarmi del fatto che ben due compagnie telefoniche litighino per me. Nel senso che nessuna delle due mi vuole e cerca di scaricarmi all'altra. Spero non vinca Tele2.

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