Bisogna Ammettere Che Sanno Vendere

pensato da Jonlooker il mercoledì, 25 febbraio 2009,10:14
Ho scoperto di recente che non guardare la tv al mattino è uno spreco insano di risorse per questo blog.
Ci sono delle televendite terrificanti, di quel terrificante meraviglioso senza il quale non avrei niente di cui scrivere.

In proposito, dovete vedere questo.

Si tratta di una televendita tutta nuova ma vecchio stile, preparata dando 5 euro a tutti in amicizia, in una composizione di eventi che, personalmente parlando, fa ridere.

Per prima cosa è fantastico l’urlo falsissimo d’apertura, il grido disperato che, oltre a costituire input per la gioiosa e carnevalesca sigla di Cold Case, è anche piuttosto imbarazzante da sentire per i meno disinibiti.
Meglio ancora, la proprietaria dell’urlo è evidentemente plasticofobica: le pare di  morire soffocata dalla cascata dirompete di quattro misere bottigliette vuote.
Allora arriva la soluzione, un mastodonte di plastica e lamiera, presentato da un’improbabile cubista porcona e troppo avanti nell’età per giustificare un abbigliamento che già di per sé non è dei migliori, la quale rotea vogliosa il dito sulla sommità dell’utilissimo oggetto come se ne avesse grandemente travisato l’uso.

Il miracolo in questione, tale Praticò, altro non è che l’ennesima scarpiera rivisitata e passata come bellissima e meravigliosa, da esibire per giunta. Chi non ricorda quelle scarpiere che cercavano di propinare vendendone una e regalandone altre due, mostrando video in cui si vedevano tali armadietti ostentati nel salotto buono, con un bel centrino e la gondola di plastica su.

In questo splendido oggetto, però, c’è di più.
Intanto è gigantesco, una lavatrice industriale destinata a differenziare i rifiuti. Poi ha dei colori che ricordo di aver visto solo nella mensa del mio asilo (l’arancione specialmente), che smaccano alla vista ma che, ovviamente, rendono questo rivoluzionario contenitore per l’immondizia ancora più bello e fiammante.

Il punto forte, però, sono i quattro orridi bidoncelli all’interno, dopo l’esibizione dei quali la voce narrante ha ancora il coraggio di definire Praticò (ah, tra l’altro, che schifo di nome, sembra l’epitaffio per un avvocato) bello, oltre che originale, comodo, resistente e intelligente (qui bisogna vedere il termine di paragone, potrei anche trovarmi d’accordo); ma sì, perché no, forse è anche sensibile.

La signora che ha avuto un orgasmo di dolore all’inizio della televendita è completamente rinata e danza il repertorio del villaggio turistico con il marito, nella cucina/soggiorno/set di un film hard, splendidamente arricchito da un Praticò color rosso Vigili Del Fuoco.

La chiusa è appropriatissima, tutta dedicata alla cubista in autoreggenti che mostra la sua parte migliore affiancata al Praticò del colore più triste della gamma.
E in effetti, vedere per credere, nell’accostamento il bidone ci guadagna.


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Alle Frasi Dei Baci Manca Sempre Un Pezzo

pensato da Jonlooker il sabato, 21 febbraio 2009,19:13


forza intimidatrice dello scritto anonimo

‘‘..quando ti serve non c’è mai.



La morale è che qualsivoglia idiozia detta a caso è in grado di migliorare qualsiasi frase dei Baci Perugina.



[A mio parere, quando si dice un’imbecillità buonista e falsetta, ci si dovrebbe almeno firmare.
Invece uno si crede di mangiare un cioccolatino in santa pace e si ritrova tra le mani un inquietante messaggio anonimo.]








Ps. Grazie alla persona responsabile del mio sostentamento in fatto di dolci. Assolutamente imprescindibile.
Pps. Lo so, la precisione della scansione è commovente.


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Chi Si Somiglia Si Piglia

pensato da Jonlooker il mercoledì, 18 febbraio 2009,11:41
Ve lo ricordate il protagonista della più bella storia mai narrata?
Ricordate il suo amore trovato a fatica dopo tanti consigli dei dipendenti del supermercato?

Ebbene, per chi si fosse chiesto quale fosse la coprotagonista della «cenetta di ieri sera», si tratta di una che è patetica di pari grado e probabilmente non del tutto in sé, come i dotti psichiatri tra voi mi hanno saggiamente indicato.
E' anche graziosa, poveretta, ma ciò non toglie che dovrebbe tornare più presto nell'istituto da cui è evidentemente fuggita.

Potrete ammirare qui uno stralcio del loro idillio amoroso, una pennellata video di due perfetti imbecilli che hanno l’uno la gigantografia in posa ridicola dell’altra e analoghi arredamenti da camera che comunicano l’armonia di tutta la scala Mercalli.

Sfortunatamente, l’aiuto prestato da salumieri e cassiere non prevedeva una riflessione sui contenuti, sicché i due vivono chiamandosi tutto il giorno per dirsi futilità Mocciose (toh, ho detto due cose in una) tipo “io e te tre metri sopra il cielo”, testimoniando che tre metri più su sono la distanza dopo la quale non si ossigena più il cervello.

La sicurezza, che da sempre ha contraddistinto il nostro eroe, lo porta a temere che la fidanzata cambi idea da un momento all’altro, ragion per cui non perde occasione per telefonarle e chiederle una misura del suo amore. Notare come al «mi ami?» la risposta sia sempre attinente a una malattia del corpo o della mente: da matti, da shock, da  tachicardia, da urlo, da paura; insomma l’esatta escalation dal manicomio al post lobotomia, passando per Munch.

Conservo la speranza di doverlo vedere ancora per poco, dato che suppongo che il momento di punta -per qualsiasi cosa si promuovesse con questo spot- fosse il 14 febbraio.
Perché va pur bene che l'amore sia cieco, ma in questo caso meglio sarebbe se fosse sordo.

Posto che, a mio insignificante parere, San Valentino come festa è abbastanza scemetta già di suo e questo per un sacrosanto motivo: non dovrebbe esserci mai, dico MAI, un giorno adibito a smaltire quintalate di robaccia a forma di cuore.


Update: mi scuso tantissimo con Saretta per non averla citata, visto che mi aveva segnalato il fidanzamento dell'uomo CRAI ben prima che io ne parlassi. Mi ero perso il commento! Chiedo perdono e ringrazio di cuore.
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Appunti Sparsi Retrò

pensato da Jonlooker il domenica, 08 febbraio 2009,19:53
Jovanotti e gli anni ’80 insegnavano ai ragazzini il rispetto verso il gentil sesso.
Prima cosa, è d'uopo invitare a casa una ragazza che è lì con lo specifico intento di circuirci. Appena in casa fingersi sorpresi della visita, guardarle in sedere e parlare gesticolando come una scimmia attaccata dalle mosche. Poi sarebbe il caso di dimostrare la propria maturità intellettuale facendo giocare la languida ospite con Super Mario; l’occasione è perfetta per cimentarsi in squisite metafore cavalleresche che scoprano appena appena le nostre intenzioni; che so, dirle che per “arrivare alla principessa” bisogna “superare un sacco di ostacoli” e naturalmente, anticipare “un sacco di salti”. Ah e il polipo, mi raccomando: la modalità octopus è d’obbligo.
La donzella, che era pronta a concedersi ancora prima di suonare al citofono, si convincerà del tutto a “un sacco di salti”. Tanto che, quando si risponderà al telefono mentre si è con lei (altra mossa imprescindibile) e si dimostrerà di non avere idea di come cavolo si chiami, la ragazza riderà divertita e continuerà a giocare con concentrazione professionale.
Mi chiedo quanti calci negli stinchi siano stati assegnati dalle dirette interessate dopo l’applicazione del metodo Nintendo.

[Detto questo, quella console e quel Mario erano l’idea di videogioco più bella che sia mai esistita.]


►Ho trovato lo spot che portava i bambini degli anni ‘80 a conoscenza dell’esistenza dell'Acqua Watch, un inutile (quindi un must have, mi pare chiaro) orologio con l’oscuro potere dell’ecologia di ricaricarsi con l’acqua, un riscatto dei punti del Mulino Bianco.

Lo spot è splendido: dei ragazzini sono al bancone del bar con l’atteggiamento vissuto del cacciatore e i loro bicchieri d’acqua/acqua e menta (o Anitra WC Gel, unica alternativa per densità e colore), comportandosi in modo del tutto illogico per la loro età, vale a dire guardando con sospetto interesse una bambina che è ovviamente una futura top model, ma che in quella fase della vita di un ragazzino ha lo stesso perché di una busta di plastica in mezzo all’oceano.

Il motivo per cui lei si trova lì, d’altronde, è ben lontano dal suscitare ammirazione per la sua beltà;  è pacifico che lo scopo sia sfoggiare il suo orologio che si rigenera tramite annegamento.
E, grazie allo stesso oggetto, gli equilibri tornano nella rassicurante consuetudine di identità quando i playboy undicenni vedono che l’orologio della nuova venuta si carica con l’acqua: al che smettono totalmente di interessarsi alla sua esistenza e iniziano a morire dietro al meraviglioso regalo del Mulino Bianco, conquistabile con venti miseri punti; diciassette, per l’esattezza, visto che per pena loro te ne regalavano tre. Non so se ci rendiamo conto. Chili su chili di merendine confezionate, presumo ingurgitate  tramite imbuto e a tempo record per non far scadere la promozione, per ricevere un orologino in plastica mostruoso, ornato di quella mascotte di Italia Novanta, un pupazzo vodoo cubista/omaggio a Rubik, che penzolava dai portachiavi dell’italiano medio come un cadaverino impiccato.
Non c’è bisogno di dirlo, io L’AMAVO.




Ci sono eh! ..A singhiozzo, ma ci sono. Contro il demone Adsl ho vinto io; quanto a quello esami universitari sessione invernale, sto riunendo le truppe sinaptiche.
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Relatività

pensato da Jonlooker il mercoledì, 04 febbraio 2009,20:31
Latito.
Causa: adsl.

Allego scoperta scientifica in forma di proporzione.

12giorni : Telecom = 6 mesi : resto del mondo.

Nel caso un operatore del 187 vi avesse detto: «tra una settimana (...)» o simili, saprete come regolarvi.

Attendo Nobel.



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La Ricetta Definitiva

pensato da Jonlooker il lunedì, 02 febbraio 2009,19:44
Il piatto di oggi, Metà di Premium à la Mediaset, è dedicato a tutta la famiglia ed è così semplice da preparare che chiunque può farlo (e purtroppo si vede).

Prendete una di quelle canzoncine inutili che mettono ansia: «One For You, One For Me» è molto adatta allo scopo, ma potete scegliere quella che preferite, l’importante è che sia irritante. Stendetela su uno spot classico da 30 secondi, in modo che si senta dall’inizio alla fine.

Bene, è il momento di procedere con il ripieno. La peculiarità della pietanza risiede nel fatto che metà la dovrete comprare voi, l’altra ve la fornirà Mediaset. Ad ogni modo, vi serviranno:

una metà di Sandra Bullock e una metà di Hugh Grant (se non ne avete in casa andranno bene una Kate Hudson e un Owen Wilson, tenendo conto però che, non stando più insieme nella vita reale, risulteranno meno zuccherosi). Amalgamatele fino ad ottenere un filmetto pseudo-sentimentale che piacerà tanto a chi non ha intenzione di intendersene di cinema;

due metà di Smallville, mi raccomando, sufficientemente ridicole: vedete voi come eguagliare la bionda che fa esplodere  con la supervista il sorridente ignaro cocomero.
 
A piacere, due metà Disney per i bambini e due metà Calcio per quelli che, chissà perché, pagano per guardarlo in tv.

Ora si faccia ben attenzione, perché è il momento di incontrare i gusti di chi caccia fuori il grano dell’intestatario dell’abbonamento. Il vostro compito è trovare un uomo di mezza età a prova di gerontofilia, con un orrendo costume da bagno, che si fa la doccia. La metà che ci metterà Mediaset è una signorina con la ventiseiesima di reggiseno.

Per completare il piatto con l’eleganza che merita, suggeriamo di guarnire con una sovrimpressione direttamente sul decolleté della suddetta signorina, in modo che sicuramente la si andrà a leggere. La presentazione raggiungerà il culmine della raffinatezza espositiva se la frase sarà, sia in termini spaziali, sia in termini di valore, all’altezza di quella proposta nell’illustrazione.


L'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto.L'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto.

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