Produttività Innanzitutto

pensato da Jonlooker il sabato, 26 aprile 2008,09:38
Mi sto perdendo troppe cose.
Per fortuna, grazie alla cortesia di un gentile anonimo e di Pietro, sono venuto a conoscenza del fatto che “le uova del nonno” sono diventate “le uova dei nonni”.

Accantonando la pur suggestiva ipotesi che tutto ciò sia una mossa del nemico per dare fastidio a me, rendendo il nome del mio blog obsoleto per i presenti e criptico per le nuove generazioni, resta quella (ben più probabile) per cui, grazie alle prese in giro di tutta Italia, s’è deciso di spiegare che non è che sia proprio il nonno ad accovacciarsi per fare le uova.
E come spiegarlo a noi imbecilli senza sconvolgere troppo la frase di partenza?
Semplice: da oggi in poi le uova sono “dei nonni”, si capisce subito così no?

Quindi, per chi ancora fosse stato così gretto da malignare che il nonno altro non fosse che un’Ovaiola Livornese, ribadisco per l’ultima volta come davvero stanno le cose.
Per fare tutti quei biscotti non è verosimile che si ricorra ad un solo povero nonno, lo si intuisce; ed è per questo che si è optato per l’allevamento in batteria.

Più nonni, più uova!
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Logica Zero

pensato da Jonlooker il giovedì, 17 aprile 2008,19:46

Miei carissimi amici,

 

sono sempre nel pieno della mia tempesta, ma purtroppo non mi hanno ancora cavato gli occhi e ho potuto assistere a questo.

Affinché i pubblicitari non mi dicano che mi perdo l’essenza dell’elemento comunicativo, premetto di aver capito che il punto è che ad assaggiare il prodotto sembra Coca-Cola e non la sua versione illusoria, per cui il gusto non si persuaderà nemmeno leggendo l’etichetta, eccetera. Ok, fin qua bravissimi.

 
 

Poi sfortunatamente inizia lo spot e si rovina l’atmosfera.

Togliamoci subito l’imbarazzo della location. Dove sono, nello spogliatoio di una palestra? Dall’asciugamano appena aggredito da una marmitta e il pallone da calcio Super Tele sullo sfondo, parrebbe di sì; e già viene da chiedersi quale mente criminale mette due lingue ad allumacarsi in un luogo così fetido, ma la domanda rimane a girare nel cervello, essendo esso instupidito dall’orrore che suscitano le suddette lingue.

 

Lingue bipedi, con piedi da elefanti e una coda (lingue con la coda, capite?!) che ho visto uguale in non so che serie di X-Files; lingue allevate dai piccioni in piazza Duomo a Milano, che viaggiano in coppia con atteggiamenti da adolescenti bisognosi di affetto e assumono Coca-Cola (confortatemi, ditemi che la bottiglietta non è adagiata su un pezzo di sapone di Marsiglia, mentitemi se necessario); non si sa in che modo la assimilino, visto che gli altri pezzi del corpo sono ancora nelle docce. E menomale, perché i tre presenti bastano a confondere le idee.

 

Il vuoto caotico regna sovrano: le lingue sono due, l’occhio è uno e già questo non torna.

 

Ma, mentre l’occhio giustamente non può bere (le lingue della Tim Tribù ci sono arrivate da sole pur in assenza di cervello) i suoi amici rosa possono vederlo; ma allora ancor meno si spiega perché non vedano l’etichetta del prodotto. Ah, già… altrimenti questo teatro kafkiano non si consumerebbe.

 
 

Segue una rappresentazione allegorica nuova e rassicurante: i giocatori di Hockey, a Princeton grazie allo sport, che vessano il fondatore del Club di Scienze, che peggiora la sua situazione guardandosi le unghiette delle sue zampe di gallina con aria di sufficienza e trattandoli come succedanei delle scimmie, pugnalandoli con un accento inglese confezionato malissimo. Il battibecco è pretestuoso è senza senso: loro lo chiamano «fratello» e insistono su concetti irrilevanti, lui se le merita tutte perché non li lascia scannucciare in pace e fa domande e questioni che non importerebbero a nessuno, tantomeno a quei due cosi orrendi.

Ma tenendo conto del fatto che il tempo che avevo a disposizione per scrivere è scaduto, arriviamo al sodo: lo spot a me fa tanto schifo perché le lingue sembrano peni.

 

E se non siete d'accordo con me e sospettate che sia uscito di senno, vuol dire che non avete visto ancora il dito.

 

Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto e a quelli che hanno pensato a me. Non sono riuscito a rispondere a tutti, il pc ultimamente è un amato straniero per me. Ma sto lottando e per ora sono in piedi.

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