Rafael Nadal è considerato uno dei migliori tennisti al mondo da chi se ne intende, cioè non da me che non ne capisco niente e uso la visione del tennis per conciliare il sonno.
Pertanto, questo ragazzo è probabilmente avvezzo a confrontarsi con avversari temibili e molto preparati; ecco perché esordire con «L’avversario più duro (parole scelte con cura, n.d.j.)? La forfora tenace» oltre a generare il solito disgusto, suona come un’affermazione un tantino esagerata. Cos’è, il primo distributore umano a scopo industriale di neve per bocce di vetro con la neve? In che condizioni è la sua vita sociale se la forfora è il suo avversario più duro?
Il dirigibile delle ovvietà continua a sorvolare i nostri cieli con la frase «Va via… Però torna»: eh sì, tra l’altro non ci sono più le mezze stagioni e con l’euro è raddoppiato il prezzo di ogni cosa, mi sembra che per oggi abbiamo detto tutto in materia di frasi inutili. Ah, quasi dimenticavo: mettete sempre la maglietta della salute.
Nel frattempo, Rafael Nadal combatte con grinta un avversario che non si vede, presumo lo sparapalle (la macchina eh, non la voce fuori campo) e si toglie la fascetta con un’espressione che non sono capace di decifrare: è umiliato dalla forfora, è stufo di stare lì, in realtà avrebbe voluto praticare il pattinaggio sul ghiaccio… Non c’è un senso per quella faccia da adolescente riottoso.
Prima o poi, però, si dovrà abbandonare questa bella immagine di sport per parlare del prodotto e l’aggancio è «E’ ora di dare il colpo decisivo»; il colpo decisivo è il ritorno del dirigibile di cui sopra che sgancia l’arma letale: si sta parlando de «l'attivo antiforfora più efficace al mondo», (perché non dell’universo), solo che io voglio i dati, gli studi, gli istogrammi a barre, le interviste ai campioni di consumatori; e invece no, a caratteri microscopici c’è scritto “nel mercato della grande distribuzione”; ma con questo parametro è facile che Axe sia il miglior deodorante del mondo e la Simmenthal (molto amata dal mio gatto, quindi state alla larga) la miglior carne del mondo e il Mac Donald’s il ristorante migliore del mondo e così via, si capisce subito che ciò non accadrà mai, piuttosto sgranocchio pietre calcaree.
Questo mentre siamo frastornati dall’animazione esplicativa, che dà sul serio il voltastomaco: una goccia di liquido arancio si tuffa in un campo coltivato a sebo, con i capelli dritti e fluttuanti (ma quanti cartoni animati, in cui la pulce abitava nel pelo del cane, avevano la stessa identica animazione? Il cane era sempre più pulito della testa di Nadal, però.) e pezzi di eternit schizzano verso il cielo. Realistico e tuttavia piacevole a vedersi, tra l’altro, un minuscolo agglomerato di seicento parole, che ci spiega in due millesimi di secondo in cosa consistano gli studi sull’efficacia. La scritta è anche bianca e con tutta quella forfora non è semplice prenderne visione.
Ora però bisogna mostrare come l’uso di questo shampoo al selenio (per formula transitiva, non escluderei affatto l’efficacia del purè, come antiforfora) abbia migliorato la vita sociale del campione, che si suppone sia l’unica di cui ci importi qualcosa; un branco di marmocchi cerca l’autografo e lui acconsente felice, con i capelli impazziti sulla faccia; vestito come ragazzino delle medie, ci regala la sua frase «Io pretendo il meglio, proprio come te» con la tecnica del doppiatore che finge di non parlare bene la lingua per renderci il tennista più simpatico (da provare su Raikkonen, magari funziona). Ma perché? Tanto non sta parlando in italiano, perché dobbiamo sentirlo biascicare come le star di Hollywood, che fanno le comparsate milionarie nei nostri tristissimi programmi solo per dire «Piace Italia, bela ragoaaazza»?
«Voi valete».
Spero abbastanza da capire quando ci prendono in giro, signor Nadal.